
Thursday, June 3, 2010
gufo con maschera di cuoio battuta a martello
per poter realizzare una maschera del genere,bisogna essere dei bravissimi artigiani e conoscere molto bene questa tecnica piuttosto antica,oggi utilizzata dai maestri mascherai nella commedia dell'arte.Io ho fatto solo,ma spesso,da "manovale",per cui posso spiegare,a grandi linee,i vari procedimenti.Come prima cosa viene fatto un disegno,o una creta(questa maschera l'abbiamo estrapolata da varie fotografie trovate sui libri).In seguito,e questa e'la parte piu'difficile,viene eseguita una matrice in legno,una scultura,che sara' pronta solo quando sara'perfettamente levigata.
Un pezzo di cuoio,sufficiente a ricoprire la matrice viene intanto messo ad ammorbidire nell'acqua,lavorato con le mani fino a renderlo morbido.In seguito,dopo averlo fissato alla matrice con dei chiodini sul retro,inizia il lungo e certosino lavoro con vari tipi di martellini di osso o di corno,per far si'che il collagene contenuto nel cuoio,si adatti ed aderisca perfettamente alla martice in legno.Finche'il cuoio non si sara'asciugato,non potra'essere tolto dalla sua matrice.Ci vogliono delle ore,nelle quali il lavoro non puo'essere abbandonato,rischio il dover ricominciare da capo.
Questa matrice e'opera di un amico il quale,oltre che ad essere un bravissimo e creativo artigiano,e'anche veterinario,grande conoscitore quindi,dell'anatomia animale.
Io l'ho in seguito dipinta con acrilici e cera per il legno,ho aggiunto gli occhi,ciuffi di capelli di bambola,un mantello di velluto damascato e tutto il resto.Le zampe sono realizzate in cartapesta,le unghie invece,le ho ritagliate da una vecchia radiografia,piegandole,per renderle rapaci,con un veloce passaggio sotto la fiammella di un accendino.
Un pezzo di cuoio,sufficiente a ricoprire la matrice viene intanto messo ad ammorbidire nell'acqua,lavorato con le mani fino a renderlo morbido.In seguito,dopo averlo fissato alla matrice con dei chiodini sul retro,inizia il lungo e certosino lavoro con vari tipi di martellini di osso o di corno,per far si'che il collagene contenuto nel cuoio,si adatti ed aderisca perfettamente alla martice in legno.Finche'il cuoio non si sara'asciugato,non potra'essere tolto dalla sua matrice.Ci vogliono delle ore,nelle quali il lavoro non puo'essere abbandonato,rischio il dover ricominciare da capo.
Questa matrice e'opera di un amico il quale,oltre che ad essere un bravissimo e creativo artigiano,e'anche veterinario,grande conoscitore quindi,dell'anatomia animale.
Io l'ho in seguito dipinta con acrilici e cera per il legno,ho aggiunto gli occhi,ciuffi di capelli di bambola,un mantello di velluto damascato e tutto il resto.Le zampe sono realizzate in cartapesta,le unghie invece,le ho ritagliate da una vecchia radiografia,piegandole,per renderle rapaci,con un veloce passaggio sotto la fiammella di un accendino.


prima civettina con maschera di cartapesta.
Lei e'stata un'esperimento,piuttosto ben riuscito,
una piccola civetta imbottita di capok e base di sabbia(sabbia da sabbiatori,in grani grossi e pressoche'priva di polvere)con occhi di vetro.Gli occhi non sono altro che vetrini da acquario trasparenti(o vetrini da vaso da fiori),dipinti sul retro con vernici da vetro mescolati ad altre tinte piu'luminose(da seta,da ferro,da legno).
Non sempre le vernici si mescolano tra di loro,l'importante e'al solito..sperimentare.
Ha un collarino di trina ocra scuro dipinta con le polveri ba batik
secondo gufetto.Lui ha una maschera di cartapesta,occhi di vetro dipinti,corpo e testa di velluto scuro.
Il mantello e' stato realizzato con un tessuto simil-pelliccia,che ho lavorato sul retro con della colla al neoprene,in modo da dare
l'idea delle ali e di un po'di piumaggio.
Anche lui e'appoggiato su una cornice ovale,ma questa volta ho voluto"scurirne"l'interno per ricreare l'idea del buio e della notte.Ho usato un'autoreggente piuttosto coprente al fine di dare all'animale un'identita'femminile,un po'meno cupo e lievemente seducente
Wednesday, June 2, 2010
gufetto su cornice,una delle mie ultime creazioni..
Ha una maschera di cartapesta e occhi di swarovski.
Dalla foto non si vede,ma sono molto luminosi..
Un pomeriggio di un paio di anni fa,girando per un paese in festa,mi soffermai a guardare una ragazza che costruiva marionette con teste di cartapesta(streghette,fantasmi,fate,elfi)..si era portata da casa il materiale per lavorare sul posto,e aveva,ben stretta in una busta di plastica,la cartapesta che aveva preparato:una sorta di plastilina bianca,molto compatta.Non sono riuscita ad estorcerle molte informazioni,solo che usava carta bianca(scottex o carta igienica),colla da parati e un frullatore ad immersione.
A questi ingredienti ho aggiunto gesso in polvere,colla vinilica e un po'di olio di lino.
Dopo vari esperimenti con lo scottex,ho capito che la carta igienica e'molto piu'indicata e che e'sufficiente lasciarla macerare in un secchio con un po'd'acqua per qualche giorno.
Dopo averla fatta scolare molto bene,e averla strizzata,aggiungo gli altri elementi,un po'a caso,fino ad ottenere una pasta morbida,facilmente modellabile,simile alla creta.
A differenza di quest'ultima,devo tenere conto che asciugandosi,la cartapesta,perde almeno il quaranta per cento di acqua per cui si "secca"un po'come un pomodoro lasciato al sole.
Gli occhi(swarovski neri,gialli e oro),avevo bisogno di un materiale prezioso che contrastasse con la cartapesta di cartaigienica,sono stati creati da una sorella certosina che ha il grande dono della pazienza e uno stile da principessa.
Il risultato e'uno sguardo romantico-corrucciato,sensuale e accattivante.
Ha dei ciuffi di capelli di bambola che partono dal becco fino alle "orecchie",per il petto e la testa un tessuto leggermente vellutato con motivi arabeschi(comprato a parigi)
Tuesday, June 1, 2010
..perche'..
ho deciso di fare un piccolo blog per ricordarmi e raccontare
cos'ho fatto in questi anni..
soprattutto come e perche'.
Il perche'e' semplice..sono affascinata,immensamente affascinata,dall'estetica degli animali.
Il mio tentativo e'stato ed e',quello di tradurre,nel modo piu'semplice ed accessibile,
pose involontarie che assumono nel mio immaginario
traducendole in oggetti d'arredo.
Non un arredo statico,canonico,
ma dei fermo- immagine rielaborate dalla mia personale,fugace sensibilita'.
Per riuscire in questo,ho voluto affrontare l'uso di diversi materiali,
confondendo,mescolando,sperimentando,uscendo pericolosamente da regole statiche
per ricreare,alla fine,l'immagine che ho catturato,rivisitato da cio'che ho a disposizione..
me stessa,cosa ho vissuto e cio'che vedo
cos'ho fatto in questi anni..
soprattutto come e perche'.
Il perche'e' semplice..sono affascinata,immensamente affascinata,dall'estetica degli animali.
Il mio tentativo e'stato ed e',quello di tradurre,nel modo piu'semplice ed accessibile,
pose involontarie che assumono nel mio immaginario
traducendole in oggetti d'arredo.
Non un arredo statico,canonico,
ma dei fermo- immagine rielaborate dalla mia personale,fugace sensibilita'.
Per riuscire in questo,ho voluto affrontare l'uso di diversi materiali,
confondendo,mescolando,sperimentando,uscendo pericolosamente da regole statiche
per ricreare,alla fine,l'immagine che ho catturato,rivisitato da cio'che ho a disposizione..
me stessa,cosa ho vissuto e cio'che vedo
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